Per il giardino conta prima di tutto la resistenza alle intemperie. Una
lanterna che deve vivere all’aperto ha bisogno di un corpo IP65 – a prova
di polvere e protetto dai getti d’acqua. Così acquazzoni, irrigatori e
rugiada del mattino non le fanno nulla, e può restare al suo posto tutta
l’estate invece di essere ritirata ogni sera.
Secondo, la posizione. Una lanterna solare si carica meglio dove il tuo
giardino è più luminoso: qualche ora di sole diretto al giorno. Come
regola pratica, un’ora di sole estivo accumula circa un’ora di luce. A
mezz’ombra sotto gli alberi continua a caricarsi, solo più lentamente. Se
il sole si sposta nel giardino, spostati con lui – a mezzogiorno in carica
sul bordo soleggiato dell’aiuola, la sera sul tavolo. Per le settimane
grigie, un buon modulo come il SOMO si ricarica anche tramite USB-C.
Terzo, l’inverno. Il sole basso d’inverno carica in modo sensibilmente più
lento, e il sensore crepuscolare accende la luce presto. Puoi continuare a
usare la lanterna all’aperto – oppure portarla sul davanzale, dove di
giorno raccoglie luce e la sera si prende cura del tavolo da pranzo.
Tramite USB-C resta luminosa anche a dicembre.
E infine: ragiona in anni di giardino. Con le luci solari incollate in
modo fisso, quando finisce la batteria finisce tutto; con il SOMO estrai
il modulo luce e lo sostituisci da solo. Così il barattolo resta quello che
è – e il giardino conserva la sua luce.